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Autore Discussione: imu su una quota di casa ereditata per successione  (Letto 10186 volte)
tondelli
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Messaggi: 5


« inserito:: 22 Aprile 2012, ore 11:10:21 »

Sono un nuovo iscritto, ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte al quesito, ma il maggiore ringraziamento va al sito per quello che fornisce da sempre.
Per successione, sono proprietario di 1/3, della casa di famiglia di proprietà di mia madre deceduta nel 1982, il restante è in pari con mia sorella (che abita in una sua casa) e mio padre che ci abita ed è proprietario di altra casa.
Ho sempre pagato il 33% dell’ici per quella casa ed abitavo in fitto.
Adesso sono riuscito a comprare una casetta in comproprietà con la mia consorte. Devo continuare a pagare l’imu per un 33% come seconda casa? Oppure non avrei mai dovuto pagare perché è in uso gratuito a mio padre a cui spetterebbe la tassa imu?
Grazie.
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« Risposta #1 inserito:: 27 Aprile 2012, ore 13:07:51 »

Il problema dell'Ici prima e dell'Imu poi è sempre lo stesso: individuare il soggetto passivo, cioè il contribuente obbligato a pagare l'imposta sugli immobili. Nel caso specifico, il soggetto passivo della casa familiare è il coniuge superstite, in virtù della titolarità del diritto di abitazione previsto dall'articolo 540, secondo comma, del Codice civile. Spetta, quindi, unicamente a suo padre pagare l'Imu per l'abitazione principale, con diritto alla detrazione d'imposta ordinaria di 200 euro ed all'aliquota ridotta dello 0,4%, modificabile (in più o in meno) sino a 0,2 punti percentuali da parte del Comune.
In senso conforme, si può citare un caso di cui si è occupato l'Ufficio Tributi del Comune di Milano nel 1999, riportato anche da Il Sole 24Ore nell'inserto "L'esperto risponde" del 6 febbraio scorso (quesito n. 502): fu permesso di "dichiarare l'intero importo Ici come prima casa al coniuge superstite (madre)", avendo gli altri eredi dichiarato che l'abitazione era a suo uso esclusivo. Alla domanda se i figli coeredi avrebbero dovuto pagare la loro quota di proprietà come seconda casa dopo l'introduzione dell'Imu, l'esperto del Sole 24Ore ha risposto che la situazione di diritto è rimasta immutata e che quindi nulla è cambiato rispetto agli obblighi previsti dall'Ici nel caso illustrato.
Lei e sua sorella, invece, sempre rifacendosi alla logica del caso citato, sono esentati dall'imposta.
In passato, dal momento della successione (cioè dal momento in cui il coniuge superstite è subentrato nei diritti sulla casa), l'Ici avrebbe dovuto essere pagata soltanto dal solo padre.

* Oggi pomeriggio ho dato una prima risposta troppo frettolosa, sbagliando ad inquadrare il suo problema. Qualora l'avesse letta, mi scuso per l'errore.
« Ultima modifica: 27 Aprile 2012, ore 23:26:02 da cafca » Registrato
tondelli
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« Risposta #2 inserito:: 28 Aprile 2012, ore 23:40:12 »

non si deve scusare affatto, anzi grazie della illustrazione, ed a proprosito di quello che lei ha scritto Le riferisco che, subito dopo la successione, l'ici è sempre stata dichiarata in unica quota da mio padre ivi dimorante. Dopo alcuni anni il consulente di fiducia di mio padre ha incomunciato a dichiarare solo la terza parte, da qui un controllo del comune ha sanzionato me e mia sorella con mora degli  ultimi cinque anni.
grazie comunque.   
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