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Autore Discussione: ICI RETROATTIVA  (Letto 7919 volte)
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« inserito:: 02 Marzo 2012, ore 17:03:39 »

Buonasera a tutti.
Ho un problema abbastanza spinoso e sarò grata a chiunque vorrà aiutarmi perché ne ho davvero bisogno.
Leggo da più parti che il Comune può chiedere l'ici pregressa retroagendo fino a 5 anni, ma non trovo nessuna norma di legge a cui fare riferimento.
Il caso: nel 2010 una società contribuente che non ha fatto la dichiarazione ici in seguito a una modifica di ragione sociale (conseguente a fusione) nel 2006 ha ricevuto 5 avvisi di accertamento per omessa per gli anni dal 2006 al 2010 compresi.
Il Comune può farlo? qualè la norma di legge che lo abilita?
Grazie mille per le risposte.
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« Risposta #1 inserito:: 13 Aprile 2012, ore 19:52:05 »

La legge 27 dicembre 2006, n. 296 (La Finanziaria 2007) ha introdotto modifiche sensibili all'Ici, intervenendo sia sulla disciplina del tributo sia sulle modalità di accertamento e riscossione.
Per quanto riguarda l'accertamento, il comma 161 sancisce che:

  • gli enti locali, relativamente ai tributi di propria competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato (art. 6, Dlgs 32/2001; art. 7, comma 1, legge 212/2000; circolare 77/E/2001 dell'agenzia delle Entrate);
  • gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati;
  • entro lo stesso termine quinquennale devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del Dlgs 472/97 e sue modificazioni.

Il Comune ha, dunque, operato secondo legge. Sta ora a lei contribuente controllare che:
1. gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio siano motivati in relazione ai presupposti di fatto e alle ragioni giuridiche che li hanno determinati; 
2. gli stessi avvisi contengano, altresì, l'indicazione dell'ufficio presso il quale è possibile ottenere informazioni complete in merito all'atto notificato, del responsabile del procedimento, dell'organo o dell'autorità amministrativa presso i quali è possibile promuovere un riesame anche in merito dell'atto in sede di autotutela, delle modalità, del termine e dell'organo giurisdizionale cui è possibile ricorrere, nonché il termine di sessanta giorni entro cui effettuare il relativo pagamento.

Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario designato dall'ente locale per la gestione del tributo (comma 162).
Lei, quindi, deve essere messa in condizione di conoscere tutti gli elementi essenziali della pretesa tributaria del Comune impositore, per poter efficacemente esercitare l'inviolabile diritto alla difesa, sancito dal secondo comma dell'art. 24 della Costituzione, in ogni stato e grado del procedimento contenzioso.

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