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 71 
 inserito:: 25 Aprile 2013, ore 23:43:32 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da Marko74
Nel nuovo modello del 2013 dell'Unico PF, nella colonna 10 bisogna indicare l'imposta dovuta e non versata dell'imu del 2012.
Questo importo deve essere indicato al lordo o al netto delle detrazioni?
Bisogna considerare anche le aliquote dell'acconto e del saldo, rispettivamente del 4 per mille e del 4,8 per mille.(della città di Palermo).
Faccio un esempio, considerando la mia abitazione principale cui è stato fatto il calcolo dal caf

Acconto al 4 per mille
Calcolo imposta € 416,47
- 200,00 (detrazione 1 casa)
_________
216,47 di cui € 108,24 pagato il 16/6


Saldo al 4,8 per mille
Calcolo imposta € 499,77
- 200,00 (detrazione 1 casa)
_____________
299,77 - acconto di 108,24 = € 191,53 saldo...

In base a questo calcolo dovrei indicare nella colonna 10, il totale di 216,47 + 299,77 ?
grazie  Imbarazzato

 72 
 inserito:: 25 Aprile 2013, ore 02:16:04 
Aperta da eto - Ultimo messaggio da cafca
Nel caso prospettato, poiché le abitazioni sono ubicate in comuni diversi, ciascun soggetto passivo potrebbe beneficiare di autonome agevolazioni (conforme, circolare 3/DF del 18 maggio 2012, paragrafo 6), purché ognuno abbia nel proprio immobile la dimora abituale e la residenza anagrafica (così da formare due nuclei familiari unipersonali).
Nel caso, invece, in cui i due coniugi decidano di stabilire la dimora abituale e la residenza anagrafica in un comune baricentrico per entrambi, le agevolazioni previste per l'abitazione principale e le pertinenze (aliquota ridotta e detrazione) in relazione al nucleo familiare si applicheranno per un solo fabbricato, ai sensi dell'articolo 13, comma 2, del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011). In questo secondo caso, i due coniugi dovranno acquistare un immobile come loro abitazione principale e dare in locazione o vendere i rispettivi immobili di proprietà oppure lasciarli a loro disposizione.

 73 
 inserito:: 12 Aprile 2013, ore 14:46:50 
Aperta da eto - Ultimo messaggio da eto
Buongiorno,

Io e mia moglie, ci siamo appena sposati in regime di separaizone dei beni.
Io posseggo un immobile (prima casa) in piena proprietà nel mio comune di origine, nel quale lavoro, mentre mia moglie possiede la propria (prima casa)  nel suo comune. I due distano un ventina di km.
Allo stato attuale entrambi abbiamo la residenza nei nostri rispettivi comuni in attesa di trovare una nuova casa che sia più baricentrica per entrambi dove poi trasferiremo la nostra residenza.
Verificando anche presso i nostri comuni, dove abbiamo avuto informazioni contrastanti, sembra che la gestione corretta sia:

- possiblità di mantenimento delle residenze nei nostri rispettivi comuni
-Per quanto riguarda tarsu o tares nessun cambiamento rispetto a prima avendo due stati di famiglia separati.
- Per l'imu, invece dovrei procedere entro 90 gg dal matrimonio a presentare domanda indicando che la mia casa non è più abitazione principale, e pagando poi l'aliquota come immobile a disposizione.

Volevo un vostro gentile parere sulla bonta di quanto dettomi, in quanto ho avuto informazioni contrastanti tra di loro.

Vi ringrazio per il supporto.


 

 74 
 inserito:: 09 Aprile 2013, ore 22:59:44 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da Marko74
Ok...grazie della risposta.
In questo caso pagherei il tutto per gli anni passati.
Dal punto di vista reddituale dovrei dichiarare la casa come seconda casa?
Ma volendo recuperare le agevolazioni ici dovrei mutare la residenza anagrafica e le utenze..?
INoltre ho il rischio che l'agenzia delle entrate mi faccia pagare ulteriori sanzioni?
Grazie ancora..... Broncio

 75 
 inserito:: 09 Aprile 2013, ore 19:59:33 
Aperta da santamile - Ultimo messaggio da cafca
La richiesta del Comune è caduta in prescrizione. Infatti, la Finanziaria 2007 ha uniformato a 5 anni i termini per gli accertamenti fiscali da parte degli enti locali per tutti i tributi di competenza. La norma si applica ai rapporti d'imposta pendenti al primo gennaio 2007, vale a dire in base alla nota del ministero n. 11159 del 19 marzo 2007, quelli per i quali non era spirato, al 31 dicembre 2006, il termine di decadenza entro il quale notificare l'accertamento. Il Comune può, quindi, procedere alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli, o dei parziali o ritardati versamenti, all'accertamento d'ufficio delle dichiarazioni omesse o dei versamenti omessi entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Conseguentemente, per il 1995 l'omesso versamento non è più accertabile.

 76 
 inserito:: 09 Aprile 2013, ore 19:58:36 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da cafca
In risposta al suo quesito, ricordo che l'articolo 1 del decreto legge n. 93/2008 convertito nella legge n. 126/2008 ha escluso dall'imposta comunale gli immobili adibiti ad abitazione principale, le relative pertinenze, e quelli assimilati dai Comuni all'abitazione principale. L'esenzione vige dal 2008.
L'abitazione principale è, salvo prova contraria, quella dove si ha la residenza anagrafica. Nel caso in cui il contribuente viva abitualmente in un immobile diverso da quello che risulta dalle trascrizioni anagrafiche, per poter beneficiare dell'esenzione dovrà dimostrare la veridicità di tale affermazione. In simili situazioni è opportuno presentare un'autocertificazione con allegate copie delle bollette dei consumi, il contratto di acquisto della casa, i cedolini di mutuo e qualunque altra informazione documentata, utile a dimostrare l'effettiva dimora abituale. Va detto, però, che non è stata mai ben definita quale sia la documentazione sufficiente a dimostrare questa circostanza. I Comuni hanno un certo margine di manovra, quindi non è facile averla vinta.

Le condizioni necessarie per il riconoscimento dell'esenzione sono:

  • la detenzione dell'immobile a titolo di proprietà o di altro diritto reale;
  • l'iscrizione dell'immobile in una categoria catastale diversa da A1, A8 e A9;
  • la destinazione dell'immobile a residenza anagrafica.

Se ho ben capito il suo quesito, in conseguenza di quanto ben evidenziato, ritengo che non abbia diritto all'esenzione dall'Ici e debba pagare l'imposta per gli anni dal 2008 al 2011.

 77 
 inserito:: 07 Aprile 2013, ore 12:16:55 
Aperta da santamile - Ultimo messaggio da santamile
Ho ereditato un terreno agricolo che il comune nel 1995 ha trasformato in edificabile  e di cui non era a conoscenza neppure mio padre deceduto nel 2010.
Ora l'agenzia delle entrate mi chiede di pagare la differenza del valore denunciato e va bene
ma il comune mi chiede ICI da 1995. Anche gli atti del notaio non avevano rilevato che l'area era edificabile.
Non so che fare! grazie per il consiglio che vorrete accordarmi

 78 
 inserito:: 31 Marzo 2013, ore 15:54:20 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da Marko74
E' giunta dal comune di appartenenza il pagamento dal 2008 al 2011 del tributo ici sulla mia prima casa.
Il problema è che pur avendo la dimora abituale non ho la residenza anagrafica (non ho fatto l'aggiornamento della carta di identità) visto che risiedo in altra casa grande dopo essermi sposato ..
Ho dato modo a mia moglie medico di usare tale mia abitazione principale come studio medico . In questo caso lei paga la Tarsu e altre tasse di routine., a suo nome.
All'atto dell'Imu nel 2012 ho pagato la tassa come abitazione principale.
Ma gli anni contestati sono quelli indicati sopra.
Come posso provare che è la mia abitazione principale.
Con il contratto di acquisto della casa ?
Con i cedolini di mutuo ? Con la dichiarazione Ici se l'avessi in mio possesso.?
Devo pagare gli anni richiesti dal 2008 al 2011?.
Grazie dell'attenzione

 79 
 inserito:: 17 Febbraio 2013, ore 21:30:23 
Aperta da itz10vv - Ultimo messaggio da itz10vv
Grazie della risposta.
In settimana andrô in comune per chiedere spiegazioni. Vi terrò informati
Cordiali saluti

 80 
 inserito:: 16 Febbraio 2013, ore 19:52:24 
Aperta da itz10vv - Ultimo messaggio da cafca
In riferimento alla prima domanda, va tenuto presente che dall'anno 2008 chi compra o vende un immobile non è più obbligato a presentare la dichiarazione Ici. E' diventato, infatti, operativo il sistema di consultazione, circolazione e fruizione dei dati catastali per i Comuni. E così l'Agenzia del Territorio ha provveduto, con provvedimento del 18 dicembre 2007, ad accertare la funzionalità del sistema.

Secondo il mio parere, non avrebbe dovuto pagare alcuna imposta aggiuntiva per l'adeguamento del valore del terreno poiché il Consiglio comunale ha deliberato un nuovo valore dell'area edificabile a partire dal 1° gennaio 2008, quindi dopo la vendita del terreno, avvenuta il 16 luglio 2007.

Tutto quanto dovuto nel 2007 è caduto in prescrizione. Infatti, il comma 161 dell'articolo 1, della legge n. 296 del 2006, dispone che i comuni "procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all'accertamento d'ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d'ufficio devono essere notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del Dlgs 18 dicembre 1997, n. 472".


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