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 inserito:: 05 Giugno 2013, ore 11:05:04 
Aperta da alessandro49 - Ultimo messaggio da alessandro49
Siamo tre fratelli che hanno ricevuto in eredità una quota dell'appartamento dei genitori, ambedue deceduti, nella misura di 1/3 ciascuno.
Sino all'anno scorso in tale appartamento abitava stabilmente mia madre e uno dei tre fratelli, che l'accudiva.
L'anno scorso è deceduta anche mia madre (mio padre è morto 30 anni fa), dopo di che nell'appartamento attualmente ci vivono il fratello che la accudiva e il sottoscritto, (fino all'anno scorso ero in affitto in tutt'altra parte della città).
Il terzo fratello, da almeno trent'anni, vive con la sua famiglia in una casa di proprietà, situata a Bergamo.
La situazione quindi è questa due dei tre fratelli vivono stabilmente in questo appartamento, di fatto come loro prima e unica casa, mentre il terzo vive stabilmente con la sua famiglia nella sua "prima" casa, che come detto, è situata in un'altra città.
La  domanda è la seguente:
La quota di proprietà ricevuta in eredità da questo terzo fratello, configura la quota medesima come seconda casa, visto che già possiede assieme alla moglie, una sua "prima" casa ?
E nello specifico, deve pagare l'IMU dovuta come 2° casa?
Sarebbe davvero assurdo, visto che è l'unico dei tre fratelli  che non usufruisce in alcun modo di quell'appartamento, né è interessato a usufruirne in futuro, tant'è che se fosse possibile rinunciare legalmente a quella quota, lo farebbe immediatamente.
Qualcuno può aiutarmi a capire cosa bisogna fare in questi casi, visto che le leggi in merito sono complesse?
Grazie infinite a chi mi può dare delucidazioni.
Alessandro

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 inserito:: 03 Giugno 2013, ore 11:27:15 
Aperta da Adri77 - Ultimo messaggio da Adri77
Abito in un appartamento adiacente ad un capannone, io possiedo di tutto la quota del 30% (ma non pago affitto agli altri proprietari) come devo calcolare l'Imu?

il 30% del capannone e uffici al 7,6 ma sull'appartamento dove risiedo? Gli altri propietari devono calcolare per il loro 70% L'imu come seconda casa ed io per il mio 30% come prima casa?
Sono un po' dubbiosa.
Ringrazio per i chiarimenti.

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 inserito:: 02 Giugno 2013, ore 16:41:29 
Aperta da degaudio - Ultimo messaggio da degaudio
Per diversi motivi personali, ho acquistato un immobile (A) come prima casa godendo delle agevolazioni ma non sono riuscito a spostare la residenza nei 18 mesi previsti dalla legge. Di conseguenza, pensavo tramite ravvedimento operoso, di pagare le dovute differenze all'agenzia delle entrate perdendo così i benefici per l'acquisto della prima casa.
Nel frattempo, questo immobile (A) è stato donato ad un familiare e ho acquistato un altro immobile (B) che adibirò a prima casa (questa volta spostando la residenza!)
La mia domanda è:
Posso recuperare tramite credito di imposta, le tasse che andrò a spendere per l'acquisto della seconda prima casa (B) detraendo l'importo da quello che ho già pagato per la prima casa (A) di cui ho perso i benefici?
Grazie a chiunque risponda.

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 inserito:: 02 Giugno 2013, ore 14:03:13 
Aperta da degaudio - Ultimo messaggio da degaudio
Salve,
dopo estenuanti ricerche online e domande a commercialisti e notai, ancora non trovo una risposta per il mio problema riguardante l'agevolazione prima casa.
In sintesi gli avvenimenti:

  • Ho comprato all'asta un appartamento usufruendo delle agevolazioni per l'acquisto prima casa. Il decreto di trasferimento del giudice (equivalente del rogito) reca come data fine ottobre 2011.
  • Come prevede la legge, per usufruire delle agevolazioni, avrei dovuto spostare la residenza entro 18 mesi (aprile 2013) ma ciò non è avvenuto per due motivi: l'appartamento è ancora in fase di ristrutturazione (quando si compra all'asta l'immobile viene consegnato completamento vuoto) e quindi inabitabile; durante il periodo invernale (da fine novembre a fine aprile) mi trovo fuori provincia per motivi di lavoro e di conseguenza non ho fatto in tempo a finire la ristrutturazione e l'appartamento si trova ancora allo stato grezzo senza rivestimenti.
  • Durante l'estate 2012 ho fatto richiesta informale (niente di scritto) al comune per avere la residenza ma il comune l'ha rifiutata dicendomi che l'appartamento doveva essere abitabile ma ciò non era possibile per via della ristrutturazione in corso.
  • Qualche settimana fa (inizio maggio 2013), sono stato costretto per motivi familiari a cedere tramite donazione, questo appartamento ad un mio familiare e nel frattempo mi sono impegnato ad acquistarne un altro in differente comune. Al momento del rogito (non ancora avvenuto), farò richiesta per l'agevolazione prima casa dove trasferirò la residenza.

Visti i fatti fin qui avvenuti (acquisto prima casa all'asta, mancato trasferimento della residenza e successiva donazione a cui farà seguito un nuovo acquisto), mi trovo ora in una situazione decisamente critica.
Vorrei far notare che per l'acquisto di immobili all'asta, l'iva si paga non sul valore catastale ma bensì sul valore reale di acquisto, di conseguenza, il rischio è di dover pagare al fisco una grossa differenza nel caso perdessi il diritto all'agevolazione.

Le mie domande a riguardo sono:

  • Rischio che l'agenzia delle entrate mi chieda di pagare la differenza dell'iva risparmiata tramite agevolazione prima casa? (soldi che al momento non ho disponibili).
  • Secondo voi è possibile trattare con l'agenzia delle entrate per risolvere la questione nel miglior modo possibile?
  • Potrebbe bastare una dichiarazione del comune dove si attesta che ho chiesto la residenza ma non me l'hanno potuta dare in quanto l'appartamento non era abitabile per via della ristrutturazione?
  • Non basta che l'appartamento sia stato ceduto per l'acquisto di un altro dove andrò effettivamente ad abitare e trasferirò la residenza?
  • Come posso fare? Non so proprio dove sbattere la testa e nessuno riesce a darmi risposte soddisfacenti...

vi prego aiutatemi, sono disperato...

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 inserito:: 24 Maggio 2013, ore 19:40:35 
Aperta da francesco.tardio - Ultimo messaggio da cafca
L'Imu va pagata da entrambi. Sua madre pagherà l'imposta sulla casa nella quale abita, che detiene per diritto di abitazione, quale coniuge superstite. La signora può usufruire delle detrazioni e dell'aliquota previste per l'abitazione principale. Lei ha acquisito l'immobile per eredità paterna (mortis causa); quindi, anche in questo caso, il contribuente può usufruire delle agevolazioni previste per la prima casa (detrazioni ed aliquota minore). Non va comunque dimenticato che i requisiti prescritti dalla legge, affinché un immobile possa essere considerato abitazione principale, sono due: la residenza anagrafica e la dimora abituale.
Il fatto che la successione non sia ancora chiusa non appare influente.

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 inserito:: 24 Maggio 2013, ore 18:52:31 
Aperta da renato37 - Ultimo messaggio da cafca
Non so se lo ha già letto, ma sull'argomento c'è un articolo del 2012 di Maurizio Bonazzi, che a suo tempo ho trovato interessante. Le indico il link sperando possa esserle utile.

http://www.ptpl.altervista.org/news_bis/2012_02/06022012_imu_corsa_alla_fusione_catastale.pdf

 67 
 inserito:: 24 Maggio 2013, ore 17:55:41 
Aperta da francesco.tardio - Ultimo messaggio da francesco.tardio
MIO PADRE, DECEDUTO IL 18 GENNAIO 2013, HA LASCIATO IN EREDITA' DUE CASE: UNA NELLA QUALE ABITAVA INSIEME CON MIA MADRE E UNA NELLA QUALE ABITO IO.
COME CALCOLARE L'IMU E CHI DEVE VERSARLA?
GRAZIE

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 inserito:: 23 Maggio 2013, ore 15:19:46 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da renato37
Forse è più semplice risponderti in questo modo: nella casella da te indicata devi mettere la somma dei due importi degli F24 usati per il pagamento. STOP.

 69 
 inserito:: 23 Maggio 2013, ore 15:13:23 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da renato37
Mi sembra di capire che tu complessivamente hai pagato 299,77 euro e quella è l'imposta dovuta da indicare nell'Unico 2013 sotto la voce "imposta dovuta per il 2012".
L'elaborazione per arrivare alla cifra finale non ha alcun valore, conta solo il risultato finale.

 70 
 inserito:: 22 Maggio 2013, ore 18:31:44 
Aperta da renato37 - Ultimo messaggio da renato37
Due coniugi hanno due appartamenti contigui e intercomunicanti, uno intestato al marito e l'altro alla moglie, separatamente accatastati, utilizzati entrambi come prima casa.
Lo scorso anno ne hanno pagato uno come prima casa e l'altro come seconda casa.
Quest'anno ho letto su qualche giornale che se anche sono accatastati separatamente ma sono accatastabili come una unica casa possono essere entrambi ritenuti prima casa.
Vi risulta una notizia del genere?

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