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 inserito:: 24 Maggio 2013, ore 18:52:31 
Aperta da renato37 - Ultimo messaggio da cafca
Non so se lo ha già letto, ma sull'argomento c'è un articolo del 2012 di Maurizio Bonazzi, che a suo tempo ho trovato interessante. Le indico il link sperando possa esserle utile.

http://www.ptpl.altervista.org/news_bis/2012_02/06022012_imu_corsa_alla_fusione_catastale.pdf

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 inserito:: 24 Maggio 2013, ore 17:55:41 
Aperta da francesco.tardio - Ultimo messaggio da francesco.tardio
MIO PADRE, DECEDUTO IL 18 GENNAIO 2013, HA LASCIATO IN EREDITA' DUE CASE: UNA NELLA QUALE ABITAVA INSIEME CON MIA MADRE E UNA NELLA QUALE ABITO IO.
COME CALCOLARE L'IMU E CHI DEVE VERSARLA?
GRAZIE

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 inserito:: 23 Maggio 2013, ore 15:19:46 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da renato37
Forse è più semplice risponderti in questo modo: nella casella da te indicata devi mettere la somma dei due importi degli F24 usati per il pagamento. STOP.

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 inserito:: 23 Maggio 2013, ore 15:13:23 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da renato37
Mi sembra di capire che tu complessivamente hai pagato 299,77 euro e quella è l'imposta dovuta da indicare nell'Unico 2013 sotto la voce "imposta dovuta per il 2012".
L'elaborazione per arrivare alla cifra finale non ha alcun valore, conta solo il risultato finale.

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 inserito:: 22 Maggio 2013, ore 18:31:44 
Aperta da renato37 - Ultimo messaggio da renato37
Due coniugi hanno due appartamenti contigui e intercomunicanti, uno intestato al marito e l'altro alla moglie, separatamente accatastati, utilizzati entrambi come prima casa.
Lo scorso anno ne hanno pagato uno come prima casa e l'altro come seconda casa.
Quest'anno ho letto su qualche giornale che se anche sono accatastati separatamente ma sono accatastabili come una unica casa possono essere entrambi ritenuti prima casa.
Vi risulta una notizia del genere?

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 inserito:: 25 Aprile 2013, ore 23:43:32 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da Marko74
Nel nuovo modello del 2013 dell'Unico PF, nella colonna 10 bisogna indicare l'imposta dovuta e non versata dell'imu del 2012.
Questo importo deve essere indicato al lordo o al netto delle detrazioni?
Bisogna considerare anche le aliquote dell'acconto e del saldo, rispettivamente del 4 per mille e del 4,8 per mille.(della città di Palermo).
Faccio un esempio, considerando la mia abitazione principale cui è stato fatto il calcolo dal caf

Acconto al 4 per mille
Calcolo imposta € 416,47
- 200,00 (detrazione 1 casa)
_________
216,47 di cui € 108,24 pagato il 16/6


Saldo al 4,8 per mille
Calcolo imposta € 499,77
- 200,00 (detrazione 1 casa)
_____________
299,77 - acconto di 108,24 = € 191,53 saldo...

In base a questo calcolo dovrei indicare nella colonna 10, il totale di 216,47 + 299,77 ?
grazie  Imbarazzato

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 inserito:: 25 Aprile 2013, ore 02:16:04 
Aperta da eto - Ultimo messaggio da cafca
Nel caso prospettato, poiché le abitazioni sono ubicate in comuni diversi, ciascun soggetto passivo potrebbe beneficiare di autonome agevolazioni (conforme, circolare 3/DF del 18 maggio 2012, paragrafo 6), purché ognuno abbia nel proprio immobile la dimora abituale e la residenza anagrafica (così da formare due nuclei familiari unipersonali).
Nel caso, invece, in cui i due coniugi decidano di stabilire la dimora abituale e la residenza anagrafica in un comune baricentrico per entrambi, le agevolazioni previste per l'abitazione principale e le pertinenze (aliquota ridotta e detrazione) in relazione al nucleo familiare si applicheranno per un solo fabbricato, ai sensi dell'articolo 13, comma 2, del decreto legge 201/2011 (convertito dalla legge 214/2011). In questo secondo caso, i due coniugi dovranno acquistare un immobile come loro abitazione principale e dare in locazione o vendere i rispettivi immobili di proprietà oppure lasciarli a loro disposizione.

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 inserito:: 12 Aprile 2013, ore 14:46:50 
Aperta da eto - Ultimo messaggio da eto
Buongiorno,

Io e mia moglie, ci siamo appena sposati in regime di separaizone dei beni.
Io posseggo un immobile (prima casa) in piena proprietà nel mio comune di origine, nel quale lavoro, mentre mia moglie possiede la propria (prima casa)  nel suo comune. I due distano un ventina di km.
Allo stato attuale entrambi abbiamo la residenza nei nostri rispettivi comuni in attesa di trovare una nuova casa che sia più baricentrica per entrambi dove poi trasferiremo la nostra residenza.
Verificando anche presso i nostri comuni, dove abbiamo avuto informazioni contrastanti, sembra che la gestione corretta sia:

- possiblità di mantenimento delle residenze nei nostri rispettivi comuni
-Per quanto riguarda tarsu o tares nessun cambiamento rispetto a prima avendo due stati di famiglia separati.
- Per l'imu, invece dovrei procedere entro 90 gg dal matrimonio a presentare domanda indicando che la mia casa non è più abitazione principale, e pagando poi l'aliquota come immobile a disposizione.

Volevo un vostro gentile parere sulla bonta di quanto dettomi, in quanto ho avuto informazioni contrastanti tra di loro.

Vi ringrazio per il supporto.


 

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 inserito:: 09 Aprile 2013, ore 22:59:44 
Aperta da Marko74 - Ultimo messaggio da Marko74
Ok...grazie della risposta.
In questo caso pagherei il tutto per gli anni passati.
Dal punto di vista reddituale dovrei dichiarare la casa come seconda casa?
Ma volendo recuperare le agevolazioni ici dovrei mutare la residenza anagrafica e le utenze..?
INoltre ho il rischio che l'agenzia delle entrate mi faccia pagare ulteriori sanzioni?
Grazie ancora..... Broncio

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 inserito:: 09 Aprile 2013, ore 19:59:33 
Aperta da santamile - Ultimo messaggio da cafca
La richiesta del Comune è caduta in prescrizione. Infatti, la Finanziaria 2007 ha uniformato a 5 anni i termini per gli accertamenti fiscali da parte degli enti locali per tutti i tributi di competenza. La norma si applica ai rapporti d'imposta pendenti al primo gennaio 2007, vale a dire in base alla nota del ministero n. 11159 del 19 marzo 2007, quelli per i quali non era spirato, al 31 dicembre 2006, il termine di decadenza entro il quale notificare l'accertamento. Il Comune può, quindi, procedere alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli, o dei parziali o ritardati versamenti, all'accertamento d'ufficio delle dichiarazioni omesse o dei versamenti omessi entro il quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Conseguentemente, per il 1995 l'omesso versamento non è più accertabile.

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Traduzione Italiana a cura di SMItalia
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